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lunedì 22 agosto 2016

La scrittura e l'anima : considerazioni agnostiche .

" La scrittura e l'anima " un insieme di dotte considerazioni psicoanalitiche sul tema della scrittura tratte dalla rivista "L'ombra" del dicembre 2015. 
Ciò stimola considerazione anche di tipo filosofico sul significato di verità e di sincerità sia in relazione a colui che scrive che a colui che legge.
 I motivi che spingono a scrivere sono molteplici tra cui do priorità alla assunzione di responsabilità, al "metterci la faccia", ma anche alla difficoltà di esprimere in modo compiuto e preciso, con tutti i limiti che comunque esistono, il pensiero attraverso la porta stretta della parola. 
Ma come si può definire la sincerità dello scrittore che vuole aprirsi ad un interlocutore rispetto alla "verità". E colui che legge di quali vocabolari mentali è attrezzato per tradurre lo scrivente in modo confacente. 
Alla luce delle complesse relazioni psicologiche che sono alle radici della personalità visibile si può ancora parlare di sincerità? È sincero colui che semplicemente è convinto di esserlo anche se esiste in alternativa ad una verità a lui misconosciuta ? E ancora, la stessa verità è quella personale, in assenza della "Verità" ? 
Di fronte alla psicoanalisi l'individuo è nudo e teoricamente ogni sua parola potrà essere "usata contro di lui" o a suo vantaggio anche in relazione all'analista con cui il cosiddetto paziente si trovera' a rapportarsi , perché ogni parola è apparenza se essa è la pianta che si erge oltre la sua radice . 
Di fatto la verità è come il sacro graal, un'araba fenice e in definitiva non esiste come entita' fissa e' intangibile, ma rimane nel contesto di una continua evoluzione . Se veramente l'analista non e' piu' colui che siede alle spalle del paziente come un poliziotto o un notaio, allora il dialogo si umanizza e il dialogo diventa prioritario .

martedì 26 luglio 2016

La psicologia al servizio del capitalismo

TRISTE E DEPRESSO? FORSE SEI AFFETTO DA CAPITALISMO!

Il capitalismo deve la sua resistenza alla capacità di ideare nuove tattiche per deviare, distorcere e sgonfiare i movimenti di resistenza. Anche a fronte di un crescente numero di vittime del capitalismo globale, i faccendieri del capitalismo sono riusciti a incanalare l'insoddisfazione e la delusione pubblica verso una diminuita autostima e un'autodistruttività privata. Katrina Forrester, critico che scrive per il London Review of Books, ha riassunto in una battuta questa insidiosa strategia: di fronte all'oppressione e allo sfruttamento, "non iscriverti a un sindacato, prendi una pillola". Nella sua recensione (22 ottobre 2015) di The Happiness Industry: How the Government and Big Business Sold Us Wellbeing (L'industria della felicità: come il governo e big business ci hanno venduto il benessere) di William Davies, denuncia la consuetudine di definire un comportamento ribelle o atteggiamenti negativi come disturbi psicologici: "... Se non sei felice, se desideri che le cose fossero diverse o se trovi difficile adattarti alle condizioni della vita moderna, corri il rischio che ti venga diagnosticata una malattia mentale".

Sempre più spesso, gli accademici e i terapisti hanno accettato l'idea che depressione o comportamenti disfunzionali siano indice di problemi mentali, indipendentemente dalle cause del comportamento o dell'atteggiamento. Loro, scrive Forrester, "... pensano all'infelicità come una patologia, uno stato psicologico o mentale che andrebbe curato con un intervento comportamentale o medico. Questa è la logica che sottende alla crescita del 'settore felicità'". Così, ad esempio, se una madre irachena perde due figli che combattevano un esercito occupante straniero, se la sua sicurezza personale è costantemente minacciata e le sue condizioni di vita continuano a peggiorare, risulta affetta da un'infelicità patologica. Non sono le condizioni orrende della sua vita (condizioni che avrebbero potuto essere evitate o che potrebbero essere modificate), ma i suoi sentimenti "negativi" che devono cambiare. Come fa notare Forrester: "Molte persone sono infelici per buone ragioni, ma generalmente queste ragioni non vengono prese in considerazione dalle nuove pratiche terapeutiche del settore felicità".

E continua: "Mentre una volta la soluzione all'infelicità per le condizioni di lavoro veniva risolta con una riforma sociale e l'azione collettiva, ora la soluzione è l'allontanamento e la 'resilienza' individuale; quando vogliamo resistere, invece di iscriverci ad un sindacato, telefoniamo alla ditta per cui lavoriamo per metterci in malattia. Se perdiamo il lavoro e ci sentiamo demoralizzati alla prospettiva di cercarne uno nuovo, anche questo potrebbe essere una condizione diagnosticabile". Forrester riferisce che nel Regno Unito si è cominciato a ridefinire la disoccupazione come un disturbo psicologico e "l'atteggiamento al lavoro" della persona disoccupata viene usato per determinare il diritto al sussidio.

Uno studio recente, Rising morbidity and mortality in midlife among white non-Hispanic Americans in the 21st century (L'incremento nella morbilità e nella mortalità tra gli statunitensi bianchi non-ispanici di mezza età nel 21° secolo), dimostra che i bianchi, soprattutto quelli meno istruiti, di età compresa tra i 45 e i 54 hanno subito un drammatico aumento della mortalità dal 1999 a oggi. Gli autori, i professori Case e Deaton, sostengono che in gran parte questo è dovuto a un aumento di oltre quattro volte delle overdose per droga ed eccesso di alcol, un incremento superiore al 50% dei suicidi e un aumento di 25% della malattia epatica cronica. Inoltre, la loro ricerca collega questi abusi ai problemi di salute mentale e problemi nella gestione di difficoltà personali, soprattutto stress economici. Case e Deaton ipotizzano che l'aumento della mortalità può aver causato 488.500 morti che avrebbero potuto essere evitati tra il 1999 e il 2013, ciò che i cremlinologi anti-sovietici della Guerra Fredda chiamerebbero "morti non-necessarie". Mentre c'è molto allarme tra gli operatori nei servizi sociali e tra gli studiosi che appoggiano il capitalismo, ci sono poche teorie su come questa "infelicità" di massa sia insorta e su come arrestarla. Ma è davvero così difficile discernere le cause di questa epidemia di salute mentale?

Il capitalismo ha favorito una tendenza ancora presente di alienazione, isolamento e soggettivismo che ha accelerato in modo drammatico negli ultimi quaranta anni. La competitività esasperata per un posto di lavoro, lo status sociale e il potere ha nutrito il virus dell'egoismo e dell'insensibilità. Nello stato di natura hobbesiana affermatosi, molti sono stati consumati dalla spietata concorrenza, dalla lotta per il successo. I "perdenti", e ci devono essere dei perdenti se ci sono vincitori, sono stati privati della loro autostima. Quando nel primo decennio del ventunesimo secolo, due crisi economiche devastanti hanno scosso la promessa di prosperità senza confini e l'ideologia dell'autopromozione, i più devoti a questo dogma sono stati annichiliti. La dura realtà ha avuto il soppravvento sulle fiabe raccontate dagli apologeti del capitalismo. Per coloro che non vedevano alcuna alternativa, l'alcool, le droghe e il suicidio sono diventati la risposta. Ma le cause di questa epidemia non si trovano nell'anima o nella mente, ma nel capitalismo. E le soluzioni non si trovano sul divano del terapeuta, in sessioni di terapie di gruppo, in farmacia o nella bottiglia, ma nella creazione di un mondo in cui ognuno abbia un posto accogliente, utile e soddisfacente. Quel posto non esiste dove regna il capitalismo.
[FONTE: http://www.resistenze.org/sito/te/cu/li/culifm26-017138.htm]

martedì 17 novembre 2015

L'islam e il problema della laicita' .


In queste ore tragiche e luttuose per la Francia, come sempre accade quando questi fatti riguardano i nostri vicini e alleati europei, tutti si prodigano in gesti di umana solidarietà e in parole di cordoglio e come sempre si leggono commenti che incitano all'odio verso gli islamici e altri che li difendono a prescindere, nelle solite schermaglie da stadio . Atteggiamenti dettati dall'emotivita' e dai pre-giudizi che ognuno di noi si porta appresso come bagaglio culturale . 
Mi limito ad osservare che e' giusto e sacrosanto piangere i morti dei nostri fratelli francesi, ma lo sarebbe anche piangere i morti, invece del tutto ignorati, che ogni giorno cadono sotto le bombe del governo di Kiev facendo strage di civili , donne e bambini nel Donbass, in questa stessa Europa e altrettanto sarebbe giusto non ignorare le vite dei civili che l'ISIS annienta nei territori occupati del medioriente , civili che sono poi oggetto di discriminazione quando si presentano alle frontiere europee chiedendo asilo, dopo aver perso ogni cosa, salvo la vita .

 Situazioni complesse che si tendono a risolvere con risposte semplicistiche da parte dei media e della opinione pubblica e in modo spesso manicheo e superficiale .
 Nel caso specifico dei recenti accadimenti sarebbe invece utile chiedersi quale impatto ha o puo' avere in futuro una presenza massiccia di mussulmani in un continente di tiepidi o altrettanti convinti credenti cristiani la cui storia e cultura e' stata divisa da quella islamica da oltre mille anni di sanguinose contrapposizioni sul modo stesso di intendere l'evoluzione della societa' e se riusciranno i nuovi venuti a concepire la laicita' e la divisione tra Stato e religione come noi la concepiamo, avendo presente che questo problema e' tanto dirimente quanto e' invece marginale nelle altre culture, dove la religione quasi mai coincide con la gestione del governo dei paesi e quasi mai la Legge coincide con quella di un testo sacro, per quanto lo possa essere agli occhi dei credenti.
Dare risposte a queste domande vuol dire avere una visione dell'Europa che verra' e che puo' fare la differenza tra un arricchimento culturale complessivo dei nostri popoli nel rispetto delle diversita' legittime e riconoscibili o un ritorno a contrapposizione laceranti e medioevali che rappresenterebbero solo un arretramento delle rispettive civilta' .

lunedì 26 ottobre 2015

Sintomi e psichiatria oggi


Umberto Galimberti.- Freud e i sintomi dell’isteria -
“ Qual è il criterio per stabilire se un disturbo psichiatrico è un’entità reale e riconoscibile e non una diagnosi arbitraria suscettibile di essere derubricata non appena cambi il clima culturale? Cosa significa, ad esempio, che l’isteria spopolava in Europa tra la fine Ottocento e il primo Novecento e oggi non troviamo un medico disposto a sottoscrivere questa diagnosi? È scomparsa una malattia, o è scomparsa semplicemente una definizione psichiatrica?
E qui viene in mente il caso di Emma Eckstein che un giorno si presenta nello studio che il dottor Freud aveva appena aperto a Vienna, dopo le sue sfortune accademiche, per esporgli un quadro di sofferenze che lo stesso Freud faticava a trattare. Dopo diversi incontri Freud decise di inviare la paziente al dottor Fliess, famoso otorinolaringoiatra di Berlino che teorizzava una stretta relazione tra il naso e i mali dell’organismo. Questa relazione Freud l’aveva già sperimentata su di sé a proposito di certi suoi spasmi cardiaci superati dopo un trattamento nasale. La poveretta fu sottoposta da Fliess a un’operazione al naso che la lasciò sfigurata, anche perché nella cavità nasale era stata dimenticata una benda. Ne seguì un’emorragia che portò la paziente a un passo dalla morte, ma Freud, amico di Fliess, difese a tal punto l’operato del collega da interpretare quell’emorragia come un sintomo isterico. La paziente, ripresasi, tornerà da Freud per curare la diagnosticata isteria e dopo alcuni anni diventerà essa stessa analista.”
UMBERTO GALIMBERTI (1942), “I miti del nostro tempo”, Feltrinelli, Milano 2009 (I ed.), ‘Miti individuali’, 9 ‘Il mito della follia’, 1. ‘Le vie errabonde della psichiatria’, p. 159
Un disturbo psichiatrico è l'etichetta che la società dà alla sofferenza del diverso che non trova una sua collocazione utile all'interno della società (o alla sofferenza che il diverso causa alla società). Quando cambia la società, cambia la definizione del disturbo, diventano disturbi atteggiamenti che prima erano perfettamente integrati e giustificati mentre altri cessano di essere disturbi. Il santo che digiunava diventa anoressico. L'omosessuale non è più un malato da curare, colui che rifiutato cerca comunque un dialogo non e' piu' colui che costruisce ponti  ma diventa uno stalker anche in caso di totale assenza di violenza e anche di fronte a muri di egoismo e indifferenza ingiustificabili che di fatto confondono la vittima con il carnefice .  Molto si potrebbe dire su questo tema .Qui mi pare importante sottolineare il peso che le mode culturali hanno avuto e hanno sulla medicina e ancor più sulla psichiatria. Il caso riportato da Galimberti è paradigmatico delle conseguenze nefaste che travisamenti del genere possono portare sulla salute e sulla vita dei singoli senza che spesso si arrivi mai a un chiarimento nè tanto meno al riconoscimento dell'errore. Per non parlare dell'importanza spropositata attribuita ai fattori dietetici con il proliferare di vere e proprie filosofie naturiste (vedasi alimentazione vegana e quant'altro).
 Dal psicologismo Freudiano si è passati oggi al neuroscientismo, se prima impazzava l'isteria, oggi l'ipocondria e i disturbi dell'alimentazione la fanno da padroni. Sempre si è alla ricerca di facili etichette da appiccicare con faciloneria e supeficialità alla sofferenza umana. E passare rapidamente al prossimo caso. Avanti un altro. Certamente rispetto al passato oggi abbiamo molte più conoscenze sul funzionamento del cervello che fanno apparire certe concezioni Freudiane un po' puerili e forse obsolete. Tuttavia, siamo molto lontani da una visione chiara e completa della psicologia umana. Freud almeno possedeva ( così sembra a noi) doti di intuito e intelligenza che gli permettevano di agire con efficacia anche al di là delle sue stesse teorie: oggi, mi pare che si brancoli spesso nel buio di un inutile meccanicismo in mano al una mediocrità dilagante in cui chiunque si improvvisa medico dell’anima. Proliferano psicologi che spesso hanno una scarsa umanita' e zero sensibilita'  verso i casi che gli si presentano, ma solo molto interesse a decifrare supposte patologie assimilandosi ad altre categorie che hanno sostituito le motivazioni solidaristiche e umanitarie con quelle dei facili guadagni dietro la facciata di professioni specialistiche.  Se a questo aggiungiamo che chi in particolare si rivolge ad uno psicologo compie piu' o meno consapevolmente un atto di fede verso il suo supposto guaritore, si evince come alla frode  si sommi un tradimento vero e proprio verso il paziente .

mercoledì 2 settembre 2015

La guerra inderogabile

Sì sta sottovalutando l'Isis eppure sono il pericolo più devastante che abbiamo alle porte tale da far impallidire perfino il nazismo e lo stalinismo, ma dopo tante guerre dissennate e strumentali , adesso l'occidente sta a guardare limitandosi a quasi inutili interventi aerei e sperando nelle qualita' guerriere di eserciti locali male armati e scarsamente addestrati,  quando invece nessuna guerra sarebbe più giustificabile di questa contro la personificazione del male assoluto che si cela dietro le mentite spoglie del fanatismo religioso e che provoca fughe di massa , invasione di migranti in occidente  e la distruzione di memoria storica e di ogni residua civiltà nei paesi che hanno occupato. 
 Viene da pensare che sia codardia di fronte ad un nemico spietato e questo ci renderebbe gia' di per se perdenti, oppure che sia interesse effimero di qualcuno stare alla finestra aspettando che lo stato islamico elimini del tutto la Siria di Assad, notoriamente alleato della Russia e che in questo caso sarebbe invece il nostro migliore alleato. Ma se il calcolo fosse questo sarebbe  suicida perchè lo scopo dell'Isis nella sua delirante retorica e' quello di ripristinare il grande califfato che in passato occupava anche parte dell'Europa e anzi il suo sogno e' quello di occupare perfino Roma, simbolo della cristianita'. 
Far finta che il grande esodo epocale degli immigrati che stiamo vivendo sia figlio di altre cause dimenticando la principale  e come voler mettere la testa sotto la sabbia. 
Le soluzioni proposte dalla Lega Nord del tipo " aiutiamoli a casa loro " sono tanto belle quanto demagogiche e volutamente ingenue considerando che il piu' dei paesi di provenienza sono sotto il controllo dello stato islamico o di feroci dittature con le quali e' ridicolo pensare di trattare alcunchè se non dopo averli annientati fisicamente, sarebbe stato come chiedere a Hitler di organizzare il controllo delle vie di fuga per gli ebrei in tempo guerra .  
Mettiamocelo bene in testa, dopo le fantasie su Bin Laden, oggi ci troviamo davvero a dover affrontare un nemico che ci sta dichiarando guerra nei fatti anche senza i comunicati ambasciatoriali che si usavano in passato .  Irak, Siria, libia , e domani Libano o Tunisia pronti poi per saltare in Europa, per portare terrorismo in casa nostra, dietro le nostre linee.  
Bisogna colpirli prima che questo avvenga, solo cosi si potranno poi controllare i flussi migratori e solo cosi si aiuterebbero le genti a casa loro facendo rientrare i profughi in territori bonificati e controllati da chi vuole la pace e il benessere per quei popoli .
 C'è da chiedersi quali interessi si celino dietro questo attendismo o è solo la notoria e cronica immobilita' dell'Europa che ingessa ogni decisione ? In attesa l'altra soluzione e' accogliere tutti sperando di non allevare una serpe in seno . 


venerdì 7 agosto 2015

GUFI CONTRO GAMBERI


Uno slogan ricorrente del governo italiano e’ la parola  “cambiamento “ coniugato nella sua applicazione  anche sotto il termine “riforme” . Chi non si adegua , chi propone altre strade, viene tacciato per immobilista o nel migliore dei casi per quello che vuole mettere i bastoni tra le ruote .
Ma che significato ha la parola cambiamento nella sua applicazione pratica se le riforme si rivelano in realta’ come restauratrici di schemi preesistenti a quella che noi consideriamo societa’ civile e solidale ? Se all’immobilismo si sostituisce una visione della societa’ che spesso e’ fotocopia di quella obsoleta che le generazioni del dopo guerra hanno faticosamente riformato allora il cambiamento diventa smantellamento dei diritti fondamentali di chi lavora come dipendente , al ritorno ad una visione energetica che privilegia le fonti inquinanti , dal petrolio agli inceneritori e ai fossili , una caparbia difesa dei privilegi delle caste ,  una cronica indifferenza verso il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico , vera ricchezza dell’Italia e avanti di questo passo .

“Cambiamento” significa tutto  e il contrario di tutto : smantellare lo stato sociale , le protezioni essenziali che una societa’ si e’ data per difendere i diritti dei piu’ deboli , dai lavoratori dipendenti ai malati , alla protezione verso l’ambiente in cui viviamo , e’ certamente un cambiamento, ma dobbiamo chiederci in quale direzione ?  Certamente non in quella del progresso civile della societa’ . 
Cambiare significa invece aumentare le garanzie e i diritti sociali , cambiare significa prendere atto della necessita’ di uno sviluppo sostenibile che punta sulla energia pulita, cambiare significa smantellare i privilegi di qualsivoglia “casta ” quella politica in primis , cambiare significa debellare senza compromessi qualsiasi forma di criminalita’ organizzata, cambiare significa ridistribuire le risorse riducendo drasticamente la forbice tra chi ha troppo e chi ha troppo poco , cambiare significa ridare al sud italiano le sue prerogative di eccellenza : il turismo e l’artigianato di qualita’ , cambiare significa rinunciare a grandi opere inutili e puntare su tante piccole opere di qualita’ sul territorio risanandolo dalle ormai ineluttabili e periodiche conseguenze di nubifragi determinati dai cambiamenti climatici ormai universalmente riconosciuti , cambiare significa operare una politica dei rifiuti che mirino al recupero delle materie prime e non al loro incenerimento o al loro interramento .
Cambiare insomma significa guardare con realismo al futuro senza abbandonare l’unico progresso prioritario, quello civile e sociale, che partendo dall’illuminismo dovrebbe essere la guida e la via maestra verso cui la societa’ umana deve tendere .
 In Italia e’quindi evidente che il cambiamento puo’ essere inteso in termini negativi come quello propagandato dall’attuale governo e che dovrebbe essere piu’ correttamente definito come “restaurazione” del passato, oppure  in termini positivi come quello propugnato dal Movimento 5 stelle  e da altre forze davvero progressiste in senso sociale e non puramente tecnologico e mercantile .  
Ma tutto cio’ e’ possibile se un governo ha veramente a cuore il benessere complessivo di un popolo e non alla mera spartizione del potere o peggio alla servile e interessata esecuzione di compiti dettati da poteri extranazionali che perseguono fini spesso occulti a vantaggio di organizzazioni tanto potenti quanto insidiose il cui unico scopo, al di la’ di ogni complottismo,  e’ perpetuare con fredda determinazione se stesse a danno dei popoli aprendo la via a scenari davvero preoccupanti e certamente c’è chi sa di cosa stiamo parlando. Non e’

infatti un caso se a queste riunioni blindatissime partecipano esponenti di varie categorie privilegiate,  non ultime quelle essenziali della comunicazione di massa , ma questa e’ un’altra storia . 

lunedì 27 aprile 2015

Immigrazione tra errori e strumentalizzazioni

Da mesi per non dire da anni non si placa una discussione accesa sul tema degli immigrati che vengono oggi piu' di ieri utilizzati a fini elettorali per accaparrarsi i voti dell'elettorato piu' debole culturalmente e meno capace di comprendere la complessita' di un fenomeno non risolvibile con degli slogan e tanto meno con proposte farraginose e fantasiose destinate a scontrarsi con la realta' . L'Italia si trova in un collo di bottiglia da cui e' difficile uscire stando all'interno di una realta' europea priva di una unita' politica e quindi incapace di decisioni che non siano quelle condizionate dagli Stati piu' forti politicamente ed economicamente .
Dall'altra parte del mediterraneo una situazione caotica impedisce qualsiasi soluzione realistica in grado di regolamentare i flussi migratori a meno di prendere in considerazione un'intervento militare, peraltro impossibile senza un'avvallo dell'ONU e delle altre nazioni , che caccerebbe di nuovo chi ci provasse in una sorta di Vietnam senza fine .
La situazione e' ulteriormente aggravata dalla situazione sociale per cui miglia di italiani disperati si vedono messi in competizione con altrettanti disperati provenienti da altri paesi .
 La sacrosanta richiesta di un reddito minimo e di un tetto rimasta inevasa verso gli strati piu' esposti della popolazione crea rabbia e risentimento verso quegli immigrati a cui viene almeno garantito un vitto e un alloggio di cui molti italiani non godono a causa della incapacita' dei governi di farsi seriamente carico di queste situazioni .
Cio' che sconcerta e' anche una regolamentazione molto discutibile che non consente neanche a quegli immigrati che alloggiano in Italia di svolgere un qualsivoglia lavoro spesso contro la loro stessa volonta' .
In molti Comuni ospitanti  la popolazione locale assiste a tanti giovani immigrati che vivono le loro giornate oziosamente in attesa di un permesso o di un riconoscimento che impiega mesi se non anni ad arrivare. Allora viene lecito chiedersi se invece non sarebbe di grande utilita' impiegare queste risorse in lavori socialmente utili  come forma di compensazione per il vitto e l'alloggio fornito dallo Stato presso gli stessi Comuni ospitanti . Questo avrebbe il doppio effetto di dare un senso alla permanenza degli immigrati rendendoli davvero pertecipi della comunita' e dando alla popolazione locale l'immagine positiva di persone che danno un aiuto concreto alla comunita' ospitante e rendendoli quindi meno ostici ai loro occhi . Come ? spazzando le strade e ripulendo i parchi cittadini per insegnare a chi non lo sapesse il rispetto verso la cosa pubblica , aiutando gli anziani e le persone in difficolta' , questo solo per fare degli esempi , cioe' creare una integrazione fatta non solo di parole ma di azioni concrete . Tutto questo sarebbe possibile se, solo in questi casi, si derogasse alle tante norme burocratiche che strangolano ogni iniziativa come spesso  succede nel nostro paese .
Spesso si sente dire che dovremmo aiutare questi potenziali immigrati e fuggitivi nei loro paesi . Premesso che l'Africa, per esempio, e' un continente ricchissimo di materie prime pregiate e quindi potrebbe vivere di quello che produce se solo non fosse stato da sempre sfruttato solo dalle potenze occidentali impoverendo invece le popolazioni, ogni aiuto sarebbe possibile solo se quelle stesse potenze decidessero di mettere in atto aiuti corposi e concreti , ma questa opzione e' evidentemente fallita da decenni e non sara' certo un Salvini a imporla . Poi esiste il problema delle guerre atroci che rendono impossibile ogni trattativa umanitaria e di sviluppo e chi fugge dalle guerre e come chi fugge da una casa che brucia , niente e nessuno potra' impedirgli di fuggire da una  morte certa anche in cambio di una morte forse possibile.
I flussi migratori  quindi non si fermano e si possono al massimo regolare se esistono le condizioni , attualmente inesistenti , per farlo .

lunedì 16 marzo 2015

La nuova Podemos italiana e' possibile

Vi e' un tema di discussione che potrebbe riguardare il futuro politico prossimo . 
Se riusciamo a parlarne prescindendo dalle ideologie o dalle simpatie personali, ma con spirito di dialogo potremmo considerare la presenza di Landini nel contesto movimentista come una novita' che dovrebbe invitare anche il movimento 5stelle a porsi come interlocutore . Landini afferma molte verita' gia' espresse bene da Di Battista del M5S e come lui parla della rappresentanza dei piu' deboli come una necessita' per contrastare i partiti . Ci sono sempre piu' voci che affrontano l'argomento della necessita' di contrastare un certo capitalismo che affama, voci apparentemente distanti, come il Papa , come lo stesso movimento 5 stelle , come Gino Strada , come Don Ciotti, come la Fiom di Landini appunto .
Non e' piu' questione di destra e di sinistra , vecchie categorie, ma di chi sta sotto e di chi sta sopra in una societa' . Se queste forze trovassero un punto di aggregazione contro i partiti e il governo Renzi potrebbero dare quella spallata che vorrebbe dire finalmente il vero cambiamento che tutti vogliamo al pari di Podemos in Spagna .
Personalmente credo che Landini sia persona sincera e si vede che quando parla ci mette passione e cuore e rabbia . La rabbia e' positiva perche' diventa una forza propulsiva che non conosce ostacoli ed è quello che manca agli italiani . 
Riuscire a cambiare il lessico predominante dove la sinistra e' sinonimo di comunismo e la destra sinonimo di fascismo  compirebbe un cambiamento epocale perche' semmai potrebbero prevalere concetti come chi ,all'interno di una societa' ,sta sotto e chi sta sopra e questo prescinde da ogni ideologia ,ma rientra in una dinamica storica che risale alle civilta' del passato dove esistevano gli schiavi e i nobili o le caste e dove gli schiavi ad un certo punto della storia aspiravano alla liberta' e alla uguaglianza dei diritti ben prima che esistessero concetti ideologici come fascismo e comunismo o destra e sinistra . 
Ogni volta nella storia nulla e' definitivo e tutto si deve riconquistare e se si delega  a chi "sta sopra" in qualunque forma piena liberta' questo a poco a poco si trasformera' in dittatura e in dispotismo . Bisogna scegliere allora da che parte stare o decidere da che parte si e' . 

venerdì 17 ottobre 2014

Orellana e la questione del vincolo di mandato





Per un voto , 161 invece di 160, che hanno decretato nel parlamento il passaggio in aula del DEF,   Orellana, ex M5S   e’ stato al centro di aspre polemiche e della rabbia comprensibile di attivisti e simpatizzanti del movimento che  lo hanno accusato di tradimento .
Messa cosi la cosa e’ difficile dire se si possa parlare di tradimento nello specifico della votazione essendo Orellana nel gruppo misto e quindi di fatto non piu’ legato al M5S, ma la questione pone altre considerazioni che vanno al di là del comportamento del singolo.
Il tema del vincolo di mandato si pone in quanto, come si sa, i parlamentari non sono legati da questo vincolo, ma bisogna allora chiedersi a cosa dovrebbero essere invece legati .
Chi entra in un partito o in un movimento, se lo fa con onesta’ e senza secondi fini, lo fa perche’ crede in una certa filosofia che riguarda la visione della societa’ e della politica e del modo di mettere in atto azioni volte  a quello che ritiene sia il bene dei cittadini che, per cio’ lo hanno votato .
Il mandato quindi dovrebbe corrispondere all’idealita’ se le due cose ad un certo punto divergono per motivi di coscienza o perche’ non era stato chiaro il progetto insito in quel movimento/partito,  andare ad occupare un’altra    poltrona non vuol dire semplicemente disattendere al mandato , ma , in questo caso si, tradire gli ideali e la filosofia che ci ha mosso verso le scelte fatte in origine , ne consegue che dimettersi da parlamentare è la scelta piu’ onesta e coerente da prendere .
 Nulla vieta poi di candidarsi alle successive elezioni in una compagine piu’ corrispondente alle posizioni riesaminate o creare un nuovo movimento mettendosi in gioco .
Qui veniamo anche ad un’altra considerazione che si pone in modo inverso : la “ fedelta’ alla ditta” ,caso emblematico che riguarda ad esempio molti cosidetti dissidenti del PD .
Se torniamo al discorso di prima , un partito nasce in funzione di una idealita’ altrimenti detta ideologia o piu’ correttamente visione della societa’ . Piu’ egualitaria o piu’ individualista , piu’ volta alla difesa delle classi meno abbienti senza distinzioni o piu’ volta alla difesa di privilegi ( da non confondere con i diritti ) e di posizioni di potere  .
La domanda che dovrebbe sorgere spontanea e’:  nel caso del PD chi ha tradito gli ideali e il mandato ? Chi dissente o chi ha fatto del PD un’alta cosa rispetto alla filosofia originaria ?.
 E’ piu’ importante essere fedeli alla “ditta” cioè al partito, o essere fedeli agli ideali che questo doveva rappresentare ?
 Chi si appella alla fedelta’ al partito trascura l’aspetto piu’ corposo che dovrebbe essere al centro della attenzione non solo dei militanti, ma anche dei loro rappresentanti e in particolare ai Bersani e ai Civati,  cioe’ la fedelta’ agli ideali, perchè in questo caso e’ la “ditta” che ha tradito i suoi e non viceversa .

 Renzi con il suo prepotente ingresso nel PD ha di fatto scippato quella che avrebbe dovuto essere ( il condizionale e’ d’obbligo ) la “mission” di un partito per auto definizione di sinistra , ma forse ci eravamo sbagliati . 

martedì 23 settembre 2014

Articolo18 : una difesa per la dignita' di chi lavora .

Non si doveva piu' parlare di articolo 18 , dopo le concessione fatte al governo Monti e le modifiche apportate sembrava che gli animosi nemici della dignita' di chi lavora avessero finalmente rinunciato ad altre pretese . Invece no , non appena si parla di riforma del lavoro ecco apparire come per incanto il tema  dei temi , la sciagura delle sciagure : il sempreverde articolo 18 .
 Questo articolo prevede la norma di elementare buonsenso e di civilta' per cui non si puo' licenziare un lavoratore senza un giustificato motivo. Chi e' contrario probabilmente non ha mai lavorato come dipendente in vita sua e quindi non sa cosa voglia dire la frase " giustificato motivo o giusta causa " .
Le regole , le restrizioni , si fanno per chi si comporta in modo fraudolento e illecito non certo per chi usa la logica del "buon padre di famiglia" . L'imprenditore che licenzia perche' vi sono oggettive motivazioni altrimenti ne farebbe a meno , il datore di lavoro che tiene in considerazione e rispetto il lavoro dei suoi dipendenti non deve temere nulla dall'articolo 18 .
 Ma purtroppo vi sono anche datori di lavoro, imprenditori, che sono usi ad ogni forma di ricatto , di imposizioni lesive della dignità del dipendente, datori di lavoro che sono inclini a licenziare chi magari non porta la cravatta blu  o chi mostra di avere opinioni proprie e le esprime, o chi ha la "disavventura" di aspettare un figlio ecc.
 Per costoro l'articolo 18 dovrebbe essere esteso ad ogni categoria di aziende .
 Il tema della dignita' di chi lavora alle dipendenze di un'altra persona o di una azienda dovrebbe essere, in un paese che voglia considerarsi minimamente civile,  al centro di ogni discussione quando si parla di lavoro dipendente perche' non vi puo' essere un cittadino che deve essere rispettato quando si muove nella società civile , ma puo' essere impunemente calpestato quando entra dentro un'ufficio o una fabbrica , ne si puo' accettare il ricatto che si possa avere un lavoro solo a patto di rinunciare alla propria dignita' e al rispetto a cui ognuno ha pienamente diritto in quanto essere umano.
Di questo tema non si parla mai , non si parla delle umiliazioni che tanti lavoratori dipendenti devono subire ogni giorno da datori di lavoro o loro delegati con deliri di onnipotenza o altre deviazioni psicopatologiche tipiche di chi ha una qualsivoglia forma di potere su un'altro essere umano .
Non esistono solo forme di lavoro gratificanti tra i dipendenti , spesso il lavoro e' solo una snervante , faticosa, umiliante necessita' per vivere o semplicemente sopravvivere .
L'articolo  18 e' un deterrente minimale per coloro che vogliono solo abusare del loro potere verso chi non potra' mai avere "il coltello dalla parte del manico" salvo, in certi casi, averne uno non metaforico .
 In una societa' civile le contese devono dirimerle i giudici e per questo semmai la giustizia deve essere celere e se , come qualcuno contesta, si dice che i giudici in caso di applicazione dell'articolo18 quasi sempre danno ragione al lavoratore , a meno di pensare che tutti i giudici siano comunisti , come era in uso nel ventennio berlusconiano,  bisogna invece dedurre che sono molti, appunto, i datori di lavoro che abusano allegramente dei loro poteri .

mercoledì 10 settembre 2014

Ucraina : casus belli




Sia nell'opinione pubblica, sia nella comunicazione ( ma i due fattori sono collegati ), si verifica una grande sottovalutazione della crisi in Ucraina . I media e piu' in generale l'informazione occidentale e' totalmente condizionata dalla appartenenza al blocco filo americano costituito dalla NATO e dai paesi membri del patto atlantico . 
La richiesta di una parte cospicua della cittadinanza ucraina di appartenere al mercato europeo ha di fatto determinato l'emergere di una realta' geopolitica finora sconosciuta .
L'Ucraina, come si evince dallo stesso nome , significa terra di confine , da una parte il nord-ovest  con una popolazione che anche storicamente gravitava piu' verso l'occidente e la Polonia e che nell'ultimo conflitto si e' anche schierata apertamente con la Germania nazista, dall'altro il sud-est storicamente e etnicamente sempre legato ai destini della Russia fin dal tempo degli zar .
Pensare che l'entrata nell'area occidentale di tutta l'Ucraina potesse essere un passaggio privo di conseguenze e' solo frutto della solita incapacita' occidentale e americana in particolare di leggere la storia o di volerla comprendere, se non ai fini di neanche troppo oscuri piani di potere .
 In Ucraina vivono 10 milioni di russi nella stragrande maggioranza residenti nelle zone del sud-est contro una popolazione totale di circa 40 milioni di abitanti . Pensare di impedire a questi 10 milioni uno spazio autonomo e costringerli loro malgrado a gravitare nel'area UE e sopratutto NATO è cosa impensabile e ancora piu' impensabile che la Russia possa stare a guardare .
 Cio' che sta avvenendo in quelle regioni non e' piu' una scaramuccia tra potenze in aree lontane dal nostro continente , non e' piu' la solita guerra tra dittature di destra e rivoluzioni di sinistra in paesi sudamericani o africani  dove le potenze si confrontavano " per interposta persona " , ma in Ucraina sono i confini diretti della Russia che si vedono minacciati , sono le popolazioni russe che la vivono, che vedono compromessa la loro liberta' di scelta e di indipendenza e questa e' una minaccia di una gravita' senza precedenti nello scacchiere internazionale dal dopo guerra ad oggi . 
A chi giova una partita tanto pazzesca quanto avventata come una guerra diretta con la Russia di Putin ?  Non certamente all'Europa , ma forse agli interessi degli Stati Uniti che sono in una fase critica e che stanno perdendo terreno nella competizione mondiale con la Cina e i paesi emergenti e sperano così di riemergere costringendo la Russia in un'angolo ribaltando gli equilibri esistenti e ridefinendo il controllo sull'Europa e che indebolendosi sarebbe totalmente soggiogata agli interessi d'oltre oceano.
Se la storia insegnasse qualcosa nessuno penserebbe a progetti tanto insani come mettere la Russia dentro una gabbia di basi NATO o peggio immaginare l'occupazione di territori che sono direttamente e storicamente legati alla Russia . Ogni volta che l'Europa ci ha provato da Napoleone a Hitler ha ottenuto solo di rinforzare il gia' fortissimo senso patriottico del popolo russo che ha reagito senza alcun complesso di inferiorita' rispetto alle potenze occupanti .

 L’Ucraina diventa il formaggio per una trappola in cui far cadere Putin e l’Europa portandoli verso una guerra che avvantaggerebbe solo gli Stati Uniti nella pazzesca speranza di eliminare i terzi incomodi nella vera partita economica tra USA e Cina . 





giovedì 31 luglio 2014

Potere esecutivo

Sul tema della riforma del senato proposta da Renzi la maggioranza e' stata messa alla prova e anche alla controprova .
 Sia sugli emendamenti in cui le opposizioni  proponevano  il senato elettivo, sia su quello in cui si proponeva in alternativa l'abolizione del senato hanno risposto NO .  
Preferiscono quindi un senato di nominati , una accozzaglia di pendolari inutili provenienti dai consigli regionali e dai comuni, per di piu' con l'immunita' bella e pronta , un pastrocchio di dimensioni epocali che dovra' essere rivisto da qui a pochi anni , sempre che possa ancora esistere una alternativa ai governi "destra berlusconiana" e "destra renziana" ( perche' di questo si tratta) , piuttosto che mantenere un senato elettivo con poteri limitati o meglio una abolizione sic e sempliciter del senato stesso .
 Perche' la maggioranza si incaponisce su questo ? Ormai e' chiaro anche ai cechi.
 Vogliono il potere assoluto dell'esecutivo e vogliono esercitare questo potere per decidere senza opposizione alcuna altre nefandezze disastrose per gli italiani . Piu' che dittatori sono una banda di malfattori . Piu' che rottamatori sono degli "Sfascisti".   

giovedì 24 luglio 2014

Tassazione alta : falso problema


Se fosse chiaro a tutti quanto costa agli italiani la illegalita' diffusa sarebbero in tanti a chiedere che questo tema sia al vertice degli interessi della politica , ma poiche' l'illegalita' fa comodo a molti, spesso si preferisce non parlarne , salvo poche virtuose eccezioni.
Dopo l'affossamento di "mani Pulite" da parte degli ex tangentisti riciclatisi nella politica, la corruzione in Italia ha assunto dimensioni ancora piu' rilevanti ed e' assurta a sistema .
I costi della corruzione per il nostro paese ammontano a 60 miliardi di euro pari a circa 3 punti del pil con un generale scadimento della qualita' del lavoro e delle imprese , della professionalita' e del valore dei nostri laureati e della classe politica che e' rappresentata spesso da persone incompetenti .
La depenalizzazione del falso in bilancio ha consentito a molte imprese di occultare fondi neri utili al fine della corruzione che difficilmente potrebbe emergere se non da un attento esame della contabilita' delle aziende.
L'evasione fiscale e contributiva ammonta a circa 220 miliardi di euro e sottrae risorse di cui il paese Italia ha estremo bisogno, con il risultato perverso che gli onesti che pagano le tasse si vedono gravare anche della percentuale di chi le tasse non le paga , da qui la percezione di un aumento ingiustificato del carico fiscale, che in realta' in Italia e' di pochissimo superiore a quello della media europea.
 Le leggi permissive e ipergarantiste per pochi imputati eccellenti hanno consentito anche ai molti meno eccellenti di vedersi i reati prescritti o di poter uscire dalle prigioni per decorrenza dei termini andando ad incrementare quella criminalita' che tanto spaventa i cittadini e dovrebbe costare in termini di investimenti per incrementare l'efficienza delle forze dell'ordine .  Le mafie contribuiscono al riciclaggio e all'occultamento di fondi e ad accumulare capitali enormi che influiscono in maniera perversa sul tessuto economico .
 I costi dell'illegalita' valgono decine di finanziarie con le quali si potrebbe davvero , distribuire ricchezza agli onesti, a quelli che non arrivano alla fine del mese, ai pensionati , ai salariati , alle piccole e medie imprese e piu' in generale a far funzionare meglio lo Stato riducendo anche il debito pubblico, ma a chi l'illegalita' conviene, preferisce parlare di crisi e di sacrifici o paventare soluzioni attraverso uno sfascio del quadro costituzionale  piuttosto che agire sulle cause vere .

lunedì 26 maggio 2014

Mai così in basso



E' singolare e significativo che di fronte ad una vittoria tanto larga del PD non ci sia festa di popolo nelle piazze come ci sarebbe stata invece se avesse vinto il M5S . 
E' una vittoria degli apparati nelle stanze del potere ed e' li che si festeggia .
 Renzi diventa lui il vero populista che risuscita la DC , una specie di balena grigia, perche' sporca, perche' costituita dai voti di quelli che avrebbero avuto tutto da rimetterci da una vittoria del M5S . 
Mette insieme gli ignoranti, nel senso che non vogliono conoscere, come riusciva a fare gia' abilmente Berlusconi, insieme a tangentari, giornalisti prezzolati , evasori , lobbysti,  vecchi ideologizzati , opportunisti di ogni ordine e grado, insomma quella che di fatto e' da sempre la maggioranza degli italiani. 
Renzi ha pescato a destra e a manca dimostrando di stare con una palude melmosa di escrementi umani di varia e maleodorante natura che Beppe Grillo , o meglio il M5S, sperava di far evacuare dal nostro paese . 
Aspettiamoci il peggio , aspettiamoci il massacro della costituzione, la precarizzazione a vita delle future generazioni ,ancora  lo sperpero di denaro pubblico, la cinesizzazione del lavoro,  e avremo la non consolante soddisfazione di veder passare alla fine anche il cadavere di Renzi sul fiume, come quello gia' putrido di Berlusconi, ma in una Italia ormai definitivamente distrutta .
Alla  minoranza dei giovani e dei cittadini che resistono eroicamente contro la disinformazione e la mistificazione della realta' resta la consapevolezza che stanno combattendo in trincea per la causa giusta . 

sabato 26 aprile 2014

Pian dell'Alpe un poligono ?!


In val Chisone , seguendo la strada che porta al bellissimo borgo del comune di Usseaux e continuando poi per Balboutèt,  si inerpica la strada panoramica che porta al Pian dell'Alpe all'interno del parco Orsiera-rocciavre'. Chi per la prima volta si inoltra per questa via, Pian dell'Alpe si apre alla vista in uno scenario di immensa bellezza . Un pianoro che nella stagione della fioritura appare come una grande tavolozza multicolore  circondata dalle montagne . Un luogo incantato che puo' degnamente competere con altri paesaggi della Svizzera e della valle d'Aosta, sebbene meno conosciuto dai turisti anche d'oltralpe che iniziano a frequentare  le nostre montagne.  Ebbene , incredibile a dirsi , questo luogo che meriterebbe ben altra pubblicita' turistica di cui L'Italia avrebbe bisogno in tempo di crisi, viene usato ogni anno come poligono militare  per anacronistiche esercitazioni che per alcuni giorni e con conseguenze nel tempo devastano  il territorio , disturbando la fauna , lacerando i bellissimi prati anche con mezzi motorizzati, e lasciando in eredita' bossoli e inquinamento .
 Forse l'esercito  pensa di vivere ancora ai tempi della battaglia dell'Assietta che si trova a poca distanza , o immagina attacchi dalla vicina Francia come nei giorni della seconda guerra mondiale, quello che e' certo che il poligono rappresenta una eredita' di tempi ormai lontani e di epoche in cui la guerra era ancora tra paesi europei e cio' giustificava la presenza in loco di fortilizi e casermette .  Contro questa classica incongruente  e anacronistica  sagra delle armi  in una localita' a vocazione turistica e ricreativa  si sono levate gia' negli anni voci di dissenso e di forte critica , ma nulla nel nostro disastrato paese sembra piu' inascoltata, della voce del buon senso e del buon governo .




venerdì 11 aprile 2014

WHY? [Parte Prima]

https://www.youtube.com/watch?v=Ec6RS_i1Nyk

In occasione dell’anniversario dei bombardamenti NATO in Yugoslavia quindici anni fa, Pandora TV presenta “WHY”, il documentario in tre parti che, attraverso le testimonianze di alcuni sopravvissuti, si interroga ancora oggi sul perchè di quella tragedia. (3578)

mercoledì 12 marzo 2014

La Crimea no, Kosovo si ?

I soliti due pesi e due misure : Il Kossovo era parte integrante della nazione Serba da secoli , ma per USA e Europa era giusto che potessero chiedere la secessione .
 La Crimea e' stata regalata all'Ucraina nel 1954 quando esisteva l'Unione Sovietica , ma oggi USA e Europa dichiarano illegittima la richiesta della popolazione russa, minacciata dagli ucraini e che abita quel territorio dal 1700, di indire un referendum per tornare nella madre patria russa .
 Come al solito tutti i fessi applaudono gli USA e l'Europa dimenticando che i militari russi sono in Crimea legittimamente in virtu' di un trattato internazionale  perché a Sebastopoli c'è una base militare russa e c'è il porto strategico russo . In questo caso quindi fa bene Putin a ricordare quante volte USA e Europa hanno avallato secessioni ben piu' discutibili di quella che vede oggi come protagonisti gli abitanti della Crimea . 

venerdì 14 febbraio 2014

A PROPOSITO DI RENZI :

Se la coerenza e' solo dei cretini figuriamoci l'incoerenza ! Si perche' fare questa svolta a U da parte del nuovo "unto del signore" rispetto a quanto reiteratamente promesso ai suoi elettori e' una missione senza prospettive : quali risorse economiche per compiere quello che Letta non ha realizzato ? Rinuncieranno alle missioni all'estero? rinuncieranno agli F35 ? metteranno una patrimoniale ? reintrodurranno l'IMU ? faranno pagare le tasse alle lobby delle slot machine e agli evasori ? rinuncieranno ai loro privilegi e ai rimborsi elettorali ? Ridurranno le pensioni d'oro a 5000 euro ? Eviteranno di spendere i 20 miliardi della TAV ?  e sopratutto riusciranno a fare tutte queste cose insieme ad Alfano ? Bene, se cosi' sara', forse allora troveranno i quattrini per realizzare il programma di Letta e magari anche quello di Renzi . Ma e' facile dubitarne  , meglio allora  imparare a respirare come le rane perche' la palude e' la stessa di prima . Buon suicidio PD ! 

lunedì 3 febbraio 2014

I serpenti e il leone

Ormai non c'è televisione o carta stampata, salvo poche eccezioni , che rifuggano dallo sport di dare addosso al Movimento5 Stelle .
La mistificazione della realta' e' diventata prassi e anche le massime cariche del parlamento si schierano con una acrimonia inusitata e davvero "interpartes" contro il gruppo parlamentare che a dispetto di tutto continua la sua difficile battaglia contro quello che ormai appare sempre piu' scopertamente un sistema di potere che nulla a piu' da spartire con una democrazia parlamentare degna di questo nome .
Cosi si continua a mettere l'accento su dei fatti , dimenticando sempre di raccontare  gli antefatti , si mette l'accento sul tentativo dei parlamentari 5 stelle di occupare i banchi ( vuoti ) del governo dimenticando di ricordare che cio' aveva come premessa un atto di inaudita violenza antidemocratica, benche' tirannicamente consentita : quella di impedire il legittimo svolgersi  degli interventi in aula dei parlamentari dell'opposizione avente lo scopo nobilissimo di impedire la rapina di ben oltre 7 miliardi di euro a vantaggio delle banche responsabili della crisi italiana e che ha provocato il suicidio di tantissimi lavoratori e imprenditori italiani .
Si mette l'accento sul blocco delle commissioni da parte dei pentastellati , tacciate come reazione violenta , dimenticando che il giorno prima una deputata del M5S era stata oggetto di violenza fisica da parte del questore Dambruso e sul cui incidente non e' stata fatta parola dal presidente della camera, che pure viene dipinta come una vittima, anziche' come l'artefice della vergognosa mordacchia  detta "ghigliottina" che costituisce un pericolosissimo precedente volto a schiacciare e mettere il bavaglio alle opposizioni .
Le televisioni sull'onda della partitocrazia fanno a gara per puntare il dito su ogni articolo o intervento che metta in evidenza da parte del Blog di Grillo le incongruenze e l'ipocrisia di certi conduttori televisivi e non solo ,come e' il caso della Bignardi, pronta insinuare correlazioni tra il padre del parlamentare 5 stelle Di Battista  di fede fascista e il movimento stesso, salvo poi sentirsi vittima quando in modo altrettanto coerente si risponde chiedendo se, secondo gli stessi parametri,  non vi possano allora essere correlazioni anche tra la stessa Bignardi e Adriano Sofri .
Ancora una volta in nome di un falso e approssimativo decisionismo si vuole far passare come riforma ogni controriforma, compresa una legge elettorale che di fatto dara' il potere ad una minoranza di elettori ( bastera' il 20% nell'ambito di una coalizione ) di farsi tiranni per una o piu' legislature mettendo il bavaglio alle opposizioni : un nuovo " porcellum" con la maschera del cigno .
Forse il M5S non e' ancora sufficientemente scafato per muoversi nel covo di serpenti con cui con coraggio e abnegazione e' costretto a confrontarsi e a questi risponde con le zampate del leone , ma si sa il leone rischia di soccombere al morso letale dei serpenti e se non vuole diventare esso stesso un cobra, come vorrebbe forse la piazza , deve imparare la tecnica  della piu' scaltra mangusta : un animaletto dall'aria quasi innoqua , ma abilissimo nel divorare i serpenti .





mercoledì 29 gennaio 2014

I limiti di legge

Ogni qualvolta si affronta il problema delle emissioni dal camino dell’inceneritore del Gerbido nel dibattito tra i cittadini e i rappresentanti ARPA e TRM , cosa che e’ avvenuta a piu’ riprese in diverse sedute pubbliche sia al  Comitato di Controllo sia nell’ultima riunione consiliare del Comune di Beinasco , viene ribadito da questi ultimi che vengono rispettati i parametri di legge, ivi compresi gli sforamenti previsti , come se questo fornisse garanzia sufficiente di affidabilita’ e innocuita’ del sistema .
 Poiche’ oggettivamente sarebbe un falso conclamato affermare l’innocuita’ del sistema inceneritore nei confronti della salute dei cittadini , come sempre ci si avvale degli unici argomenti oggettivamente disponibili : il rispetto delle leggi . Qui sorge spontaneo un paragone con quei politici che sorpresi a compiere atti inopportuni e disdicevoli si difendono asserendo che comunque non sono penalmente perseguibili come se cio’ di per se’ fosse un indice di rispettabilita’ .
Chi difende l’inceneritore dicendo che rispetta i limiti di legge evade il nodo del problema ed evade da  responsabilita’ ben precise  : “era opportuno ?, rispondeva alle preventive e necessarie precauzioni rispetto alla salute dei cittadini la costruzione di un inceneritore in una localita’ fortemente antropizzata e gia’ soggetta ad inquinamento ambientale elevatissimo come la pianura torinese  e quella della zona  sud di Torino in particolare? Non si dovevano ricercare quelle alternative possibili , gia’ esistenti e meno impattanti per risolvere l’annoso problema delle discariche ? “
 Inutile poi cercare di giustificare i vapori acquei che certamente sono tali, ma sono altro rispetto alle emissioni “ invisibili “ ma assolutamente e certamente micidiali che inevitabilmente, malgrado i filtri ,escono da quel camino ,  come le mai citate polveri ultrasottili, quelle ben al disotto dei gia’ noti PM 10 e 2,5. .
Come dovrebbe essere noto agli esperti dell’ARPA e di TRM , proprio gli inceneritori di ultima generazione se abbattono in massima  parte e mai completamente le diossine in virtu’ delle elevatissime temperature di combustione , in cambio emettono inevitabilmente nanopolveri al di sotto dei PM 1  e PM 0,1 altamente cancerogene , persistenti e assimilate nella circolazione sanguigna di chi le respira . Ma questi rassicuranti esperti non parlano di nano particelle e si limitano alle tabelle “ rassicuranti “ sui limiti di legge delle varie componenti chimiche e fisiche emesse dal camino  prese singolarmente , senza mai considerare gli effetti sinergici e complessivi  che queste sostanze possono compiere sulla salute collettiva . 
Posto come premessa che quindi  e’ impossibile assicurare l’innocuita’ degli inceneritori ,cosa indicano in realta’ questi cosiddetti “ limiti di legge “ se non la soglia di “dannosita’ accettabile” tradotto in soldoni “le morti compatibili “con la pretesa di far coesistere un’inceneritore su un territorio fortemente antropizzato .
Morti compatibili, che sono persone in carne ed ossa , non percentuali da monitorare su una tabella e poco importa se rappresenteranno 1% o il 2% su una popolazione di un milione di abitanti in nome di un falso concetto di progresso che guarda piu’ agli interessi economici degli azionisti di riferimento che non alla salute dei cittadini .