Sì sta sottovalutando l'Isis eppure sono il pericolo più devastante che abbiamo alle porte tale da far impallidire perfino il nazismo e lo stalinismo, ma dopo tante guerre dissennate e strumentali , adesso l'occidente sta a guardare limitandosi a quasi inutili interventi aerei e sperando nelle qualita' guerriere di eserciti locali male armati e scarsamente addestrati, quando invece nessuna guerra sarebbe più giustificabile di questa contro la personificazione del male assoluto che si cela dietro le mentite spoglie del fanatismo religioso e che provoca fughe di massa , invasione di migranti in occidente e la distruzione di memoria storica e di ogni residua civiltà nei paesi che hanno occupato.
Viene da pensare che sia codardia di fronte ad un nemico spietato e questo ci renderebbe gia' di per se perdenti, oppure che sia interesse effimero di qualcuno stare alla finestra aspettando che lo stato islamico elimini del tutto la Siria di Assad, notoriamente alleato della Russia e che in questo caso sarebbe invece il nostro migliore alleato. Ma se il calcolo fosse questo sarebbe suicida perchè lo scopo dell'Isis nella sua delirante retorica e' quello di ripristinare il grande califfato che in passato occupava anche parte dell'Europa e anzi il suo sogno e' quello di occupare perfino Roma, simbolo della cristianita'.
Far finta che il grande esodo epocale degli immigrati che stiamo vivendo sia figlio di altre cause dimenticando la principale e come voler mettere la testa sotto la sabbia.
Le soluzioni proposte dalla Lega Nord del tipo " aiutiamoli a casa loro " sono tanto belle quanto demagogiche e volutamente ingenue considerando che il piu' dei paesi di provenienza sono sotto il controllo dello stato islamico o di feroci dittature con le quali e' ridicolo pensare di trattare alcunchè se non dopo averli annientati fisicamente, sarebbe stato come chiedere a Hitler di organizzare il controllo delle vie di fuga per gli ebrei in tempo guerra .
Mettiamocelo bene in testa, dopo le fantasie su Bin Laden, oggi ci troviamo davvero a dover affrontare un nemico che ci sta dichiarando guerra nei fatti anche senza i comunicati ambasciatoriali che si usavano in passato . Irak, Siria, libia , e domani Libano o Tunisia pronti poi per saltare in Europa, per portare terrorismo in casa nostra, dietro le nostre linee.
Bisogna colpirli prima che questo avvenga, solo cosi si potranno poi controllare i flussi migratori e solo cosi si aiuterebbero le genti a casa loro facendo rientrare i profughi in territori bonificati e controllati da chi vuole la pace e il benessere per quei popoli .
C'è da chiedersi quali interessi si celino dietro questo attendismo o è solo la notoria e cronica immobilita' dell'Europa che ingessa ogni decisione ? In attesa l'altra soluzione e' accogliere tutti sperando di non allevare una serpe in seno .
Il mito di prometeo incatenato per le sue false promesse fatte ai mortali e' stato liberato e ha pervaso di se le filosofie occidentali . Il mito della scienza e della tecnica e dell'eternita' hanno come contraltare il nichilismo . E' possibile un'altra filosofia ? E' possibile un mondo senza prometeo ?
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mercoledì 2 settembre 2015
La guerra inderogabile
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lunedì 27 aprile 2015
Immigrazione tra errori e strumentalizzazioni
Da mesi per non dire da anni non si placa una discussione accesa sul tema degli immigrati che vengono oggi piu' di ieri utilizzati a fini elettorali per accaparrarsi i voti dell'elettorato piu' debole culturalmente e meno capace di comprendere la complessita' di un fenomeno non risolvibile con degli slogan e tanto meno con proposte farraginose e fantasiose destinate a scontrarsi con la realta' . L'Italia si trova in un collo di bottiglia da cui e' difficile uscire stando all'interno di una realta' europea priva di una unita' politica e quindi incapace di decisioni che non siano quelle condizionate dagli Stati piu' forti politicamente ed economicamente .
Dall'altra parte del mediterraneo una situazione caotica impedisce qualsiasi soluzione realistica in grado di regolamentare i flussi migratori a meno di prendere in considerazione un'intervento militare, peraltro impossibile senza un'avvallo dell'ONU e delle altre nazioni , che caccerebbe di nuovo chi ci provasse in una sorta di Vietnam senza fine .
La situazione e' ulteriormente aggravata dalla situazione sociale per cui miglia di italiani disperati si vedono messi in competizione con altrettanti disperati provenienti da altri paesi .
La sacrosanta richiesta di un reddito minimo e di un tetto rimasta inevasa verso gli strati piu' esposti della popolazione crea rabbia e risentimento verso quegli immigrati a cui viene almeno garantito un vitto e un alloggio di cui molti italiani non godono a causa della incapacita' dei governi di farsi seriamente carico di queste situazioni .
Cio' che sconcerta e' anche una regolamentazione molto discutibile che non consente neanche a quegli immigrati che alloggiano in Italia di svolgere un qualsivoglia lavoro spesso contro la loro stessa volonta' .
In molti Comuni ospitanti la popolazione locale assiste a tanti giovani immigrati che vivono le loro giornate oziosamente in attesa di un permesso o di un riconoscimento che impiega mesi se non anni ad arrivare. Allora viene lecito chiedersi se invece non sarebbe di grande utilita' impiegare queste risorse in lavori socialmente utili come forma di compensazione per il vitto e l'alloggio fornito dallo Stato presso gli stessi Comuni ospitanti . Questo avrebbe il doppio effetto di dare un senso alla permanenza degli immigrati rendendoli davvero pertecipi della comunita' e dando alla popolazione locale l'immagine positiva di persone che danno un aiuto concreto alla comunita' ospitante e rendendoli quindi meno ostici ai loro occhi . Come ? spazzando le strade e ripulendo i parchi cittadini per insegnare a chi non lo sapesse il rispetto verso la cosa pubblica , aiutando gli anziani e le persone in difficolta' , questo solo per fare degli esempi , cioe' creare una integrazione fatta non solo di parole ma di azioni concrete . Tutto questo sarebbe possibile se, solo in questi casi, si derogasse alle tante norme burocratiche che strangolano ogni iniziativa come spesso succede nel nostro paese .
Spesso si sente dire che dovremmo aiutare questi potenziali immigrati e fuggitivi nei loro paesi . Premesso che l'Africa, per esempio, e' un continente ricchissimo di materie prime pregiate e quindi potrebbe vivere di quello che produce se solo non fosse stato da sempre sfruttato solo dalle potenze occidentali impoverendo invece le popolazioni, ogni aiuto sarebbe possibile solo se quelle stesse potenze decidessero di mettere in atto aiuti corposi e concreti , ma questa opzione e' evidentemente fallita da decenni e non sara' certo un Salvini a imporla . Poi esiste il problema delle guerre atroci che rendono impossibile ogni trattativa umanitaria e di sviluppo e chi fugge dalle guerre e come chi fugge da una casa che brucia , niente e nessuno potra' impedirgli di fuggire da una morte certa anche in cambio di una morte forse possibile.
I flussi migratori quindi non si fermano e si possono al massimo regolare se esistono le condizioni , attualmente inesistenti , per farlo .
Dall'altra parte del mediterraneo una situazione caotica impedisce qualsiasi soluzione realistica in grado di regolamentare i flussi migratori a meno di prendere in considerazione un'intervento militare, peraltro impossibile senza un'avvallo dell'ONU e delle altre nazioni , che caccerebbe di nuovo chi ci provasse in una sorta di Vietnam senza fine .
La situazione e' ulteriormente aggravata dalla situazione sociale per cui miglia di italiani disperati si vedono messi in competizione con altrettanti disperati provenienti da altri paesi .
La sacrosanta richiesta di un reddito minimo e di un tetto rimasta inevasa verso gli strati piu' esposti della popolazione crea rabbia e risentimento verso quegli immigrati a cui viene almeno garantito un vitto e un alloggio di cui molti italiani non godono a causa della incapacita' dei governi di farsi seriamente carico di queste situazioni .
Cio' che sconcerta e' anche una regolamentazione molto discutibile che non consente neanche a quegli immigrati che alloggiano in Italia di svolgere un qualsivoglia lavoro spesso contro la loro stessa volonta' .
In molti Comuni ospitanti la popolazione locale assiste a tanti giovani immigrati che vivono le loro giornate oziosamente in attesa di un permesso o di un riconoscimento che impiega mesi se non anni ad arrivare. Allora viene lecito chiedersi se invece non sarebbe di grande utilita' impiegare queste risorse in lavori socialmente utili come forma di compensazione per il vitto e l'alloggio fornito dallo Stato presso gli stessi Comuni ospitanti . Questo avrebbe il doppio effetto di dare un senso alla permanenza degli immigrati rendendoli davvero pertecipi della comunita' e dando alla popolazione locale l'immagine positiva di persone che danno un aiuto concreto alla comunita' ospitante e rendendoli quindi meno ostici ai loro occhi . Come ? spazzando le strade e ripulendo i parchi cittadini per insegnare a chi non lo sapesse il rispetto verso la cosa pubblica , aiutando gli anziani e le persone in difficolta' , questo solo per fare degli esempi , cioe' creare una integrazione fatta non solo di parole ma di azioni concrete . Tutto questo sarebbe possibile se, solo in questi casi, si derogasse alle tante norme burocratiche che strangolano ogni iniziativa come spesso succede nel nostro paese .
Spesso si sente dire che dovremmo aiutare questi potenziali immigrati e fuggitivi nei loro paesi . Premesso che l'Africa, per esempio, e' un continente ricchissimo di materie prime pregiate e quindi potrebbe vivere di quello che produce se solo non fosse stato da sempre sfruttato solo dalle potenze occidentali impoverendo invece le popolazioni, ogni aiuto sarebbe possibile solo se quelle stesse potenze decidessero di mettere in atto aiuti corposi e concreti , ma questa opzione e' evidentemente fallita da decenni e non sara' certo un Salvini a imporla . Poi esiste il problema delle guerre atroci che rendono impossibile ogni trattativa umanitaria e di sviluppo e chi fugge dalle guerre e come chi fugge da una casa che brucia , niente e nessuno potra' impedirgli di fuggire da una morte certa anche in cambio di una morte forse possibile.
I flussi migratori quindi non si fermano e si possono al massimo regolare se esistono le condizioni , attualmente inesistenti , per farlo .
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