Tweet Senza Prometeo

lunedì 21 ottobre 2013

petizione

http://www.avaaz.org/it/petition/Basta_inceneritori_e_discariche_Differenziare_e_recuperare_i_rifiuti_e_possibile_e_utile/?petizione contro discariche e inceneritori

mercoledì 11 settembre 2013

La democrazia senza costituzione e' ancora democrazia ?

Al centro della discussione politica non c’è la situazione del paese , non le reali necessita’ dei cittadini . 
Per l’ennesima volta si parla ancora di Berlusconi , oggi per le decisioni della consulta che deve decidere la decadenza da senatore in seguito alla sentenza definitiva che lo vede condannato per frode ed evasione fiscale .
 Ancora una volta , nelle discussioni viene a galla la contrapposizione tra l’idea di una democrazia basata solo sulla volonta’ popolare e una democrazia basata sulle regole imposte dalla Costituzione , tra una semidemocrazia populista e plebiscitaria e una democrazia dove le liberta’ di tutti sono garantite dai pesi e contrappesi di una lungimirante  carta costituzionale quale è quella Italiana .
 In passato avevamo gia’ vissuto  chi aveva considerato il popolo come il soggetto che doveva consacrare un leader  supremo che fosse legittimato dal plebiscito popolare a decidere per tutti avendo in se un potere al disopra della legge e dei cittadini in nome di questa legittimazione .
 I dittatori del 900 infatti erano saliti al potere in Europa non con autentici colpi di stato , ma attraverso una sorta di legittimazione di altri organi dello stato e dall’entusiasmo popolare : cosi’ in Italia Mussolini , cosi in Germania Hitler .
Quella parte di Italiani che ha consacrato Berlusconi  "leader maximo" consciamente o meno ricalca quelle antiche e tragiche convinzioni .
Ecco quindi che si assiste, non da oggi, alle esternazioni di molti rappresentanti del PDL  i quali giustificano la permanenza di Berlusconi  in base a concetti del tipo : Berlusconi rappresenta i voti di milioni di cittadini, la legge deve concedere ai leader politici uno status di immunita’ in funzione della loro posizione, e lo stesso Berlusconi in varie occasioni si e’ espresso piu’ o meno palesamente dichiarando il suo essere al di sopra della legge, che deve riguardare i comuni cittadini, ma non la sua persona o quelli nel suo “status “.

 La liberta’ quindi intesa come la liberta’ di pochi di essere e agire come meglio credono senza vincoli di sorta.
 In ragione di cio' ne consegue che  quindi la stessa Costituzione e il concetto stesso di Costituzione ,come somma di regole nate dal post fascismo e dai partiti figli della lotta al fascismo, diventa un'ostacolo a questo tipo di liberta' e al limite un'orpello che non dovrebbe avere nessuna applicazione reale .  I figli del fascismo , mai morti, si manifestano nella filosofia plebiscitaria e anticostituzionalista che di volta in volta vogliono adeguare al loro perverso disegno golpista ben espresso gia' nella adesione dello stesso Berlusconi e di tanti politici alla loggia P2 di Licio Gelli . 

venerdì 16 agosto 2013

La globalizzazione dello struzzo




 E' singolare come la razionalita' contemporanea quando viene messa di fronte alla prospettiva di un mondo finito , in via di esaurimento , sempre piu' minacciato da rischi ambientali elevatissimi determinati dalla nostra stessa concezione del progresso , si perda cosi facilmente in analisi empiriche e trasmuti nella piu'  fideistica e irrazionale delle soluzioni . La politica dello struzzo si eleva a dogma virtuoso per cui concetti come crescita illimitata, P.I.L. , aumento demografico diventano assiomi inconfutabili . 
 Eppure e' evidente anche agli stolti che il pianeta Terra e' una infinitesima navicella immersa nello spazio cosmico la cui autosufficienza dipende da fattori ben definiti . Non vi e' traccia consistente di inversioni di rotta rispetto ad un percorso suicida dell'umanita' . 
Siamo in questo mondo per strane alchimie irripetibili nel nostro universo conosciuto, mammiferi vanitosi e ciechi destinati per nostra stessa colpa ad estinguerci. 
 La terra non morira‘ con noi , la natura, indifferente alle sorti dell’uomo, continuera’ sotto altre forme la vita che la razza umana sta minacciando attraverso la distruzione delle risorse , l’inquinamento e il riscaldamento globale e la cieca corsa verso un’aumento demografico esponenziale, che è all’origine di tutti i mali . 
Si sente parlare spesso di apocalissi , ma la fine che stiamo gia’ vivendo non e’ come lo spegnersi di una luce, ma un progressivo cammino che porta alla irreversibilita’ dei processi  di autoregolazione ambientale oltre il quale l’azione umana di contrasto, quand’anche ci fosse , non avrebbe piu’ alcun effetto .
Questo porta ad una considerazione piu’ profonda , alla constatazione dell’inutilita’ stessa della esistenza umana su questa terra e anzi alla sua dannosita’. 
Noi rapportiamo la nostra utilita’ solamente in funzione degli altri esseri umani dimenticando che abbiamo obblighi  ulteriori e imprescindibili, abbiamo dimenticato da sempre  la responsabilita’ di mantenere i presupposti per la vita sul pianeta che ci ospita e di cui non siamo i padroni . 
Siamo soggetti alle leggi della natura che a sua volta e’ soggetta alle leggi di un universo in continuo e mutevole movimento . 

Nelle parole di un grande filosofo contemporaneo come Umberto Galimberti  la risposta al nostro essere nel tempo in cui viviamo è quella mancanza di senso che viene concepita in termini negativi come " nichilismo" e che nasconde la consapevolezza inconscia della fine , ma puo' invece rinviare ad un positivo disvelamento dell'inganno epocale subito dalla sudditanza occidentale al pensiero cristiano e religioso in generale che pervade ogni ambito della conoscenza e del sapere anche quando sembra lontano o perfino contrapposto ad esso . 
Solo la presa di coscienza , la consapevolezza , della nostra " finitudine" , del limite , dell'essere dei " mortali " come ci definivano i greci antichi,   puo' sciogliere le illusioni sul futuro e ridarci la forza di sapere  affrontare nel presente di ciascuno le sfide necessarie per la sopravvivenza dell'unica entita' che abbiamo il dovere di salvaguardare : la vita, ma al di la' dell'uomo, nella sua accezione piu' ampia e più disinteressata , quella del pianeta in cui noi viviamo e moriamo e dove hanno il diritto di vivere e morire quelli che verranno dopo di noi . 
Se non ci libereremo dal Dio che e' in noi  , l'illusione di infinito e la cieca speranza  al di la' di ogni ragionevole dubbio, rappresentera'  la fine del genere umano . 

giovedì 11 luglio 2013

L'ultima collina



Adiemus  Musica di Avatar


Ero arrivato finalmente, o dovrei dire inaspettatamente . Eppure sembrava cosi lontana . Una volta neppure la pensavo . Non mi importava della collina e che fosse la piu’ alta e che da quassù si potesse rimirare tutta la strada percorsa.
Eccomi e mi ritrovo seduto sotto questa quercia secolare su questa pietra levigata ad osservare ciò che si stende a perdita d’occhio . 
Ero partito da lontano , da una  pianura che si perde sullo sfondo dell’orizzonte ormai immerso nel velo di una nebbia sottile, quella nebbia che amo chiamare tempo e che diventa piu’ spessa man mano che vi ci si allontana. 
Su quella pianura c’è ancora la mia casa che mi vide bambino e poi adolescente , c’è una citta’ padana all’incrocio tra Emilia, Lombardia e Piemonte con i suoi campanili , con quelle vie percorse tante volte , con le mie scuole : Giordano Bruno, Alessandro Manzoni, Guglielmo Marconi
Gli amici di un tempo , gli amori di un tempo, che nel tempo si perdono insieme alle emozioni , alle paure, ai desideri e diventano nebbia sottile dove tutto si confonde e si appiattisce . 
Che ne e’ di Cecilia,Claudia, Orsolina, Franca, Cristina , Lucia , che ne e’ di Carlo, Beppe, Piero, Daniele, Lucio, Luigi, Mario, quando quella pianura e quella vita erano tutto, erano solo il presente.
Un giorno lasciai alle spalle quella pianura , amaramente , inevitabilmente per sempre.
200 kilometri eppure e’ stato come viaggiare dalla terra alla luna .
Dalla collina guardo laggiu’ e vedo la lunga strada percorsa , la strada di un esilio dimenticato che mi porta fino a dove sono ora .
 Lasciata la mia pianura arrivai in una citta’ che chiamai deserto e in mezzo al deserto una grande giostra come una trottola gigantesca con un vertice altissimo e una base altrettanto grande . Era la mia destinazione , destinazione deriva da destino .
Su quella giostra campeggiava una grande insegna “ FABBRICA ITALIANA AUTOMOBILI TORINO” . Al vertice della giostra c’era un’uomo che era gia’ un mito amato o maledetto che fosse : Giovanni Agnelli . Alla base chi un poco piu’ in giu’ chi un poco piu’ in su c’eravamo noi , migliaia di vite sradicate per essere piantumate nella grande trottola dalla quale uscivano tante automobiline colorate .
Gente triste usciva dalla trottola di sera per ritornarvi al mattino . Quale era la vera casa ? quel mio cubo di cemento nel deserto della citta' o la trottola stessa .
Nella grande giostra la gente parlava piu’ che a casa sua , un po' perche’ era necessario , per impartire ordini e riceverne bisogna pur parlarsi , un po' perche’ l’uomo e’ un animale sociale e alla fine anche il tuo estraneo se convivente diventava qualcuno , un amico, un nemico, ma qualcuno . Meglio che niente perche’ quelli che stavano in cima alla trottola spesso ci consideravano semplicemente qualcosa .
Il lavoro ti fa crescere esci dal bozzolo e impari a vivere e io imparai non senza sofferenze , illusioni e delusioni .
Con tempo la nebbia era salita e la pianura si allontanava dalla vista e dalla mente , nel deserto incominciarono a crescere piccoli cespugli che diventarono alberi e comparvero di tanto in tanto dei fiori . Il primo , il piu’ importante aveva un volto e un nome che sa di acqua chiara : Marina . 
Conosciuta per caso divenne la prima pagina di un libro , l’introduzione alla conoscenza di una Torino fino a quel momento ostile . Come in una genealogia da lei vennero nuove amicizie e nuovi amori e la vita , quella vera, riprese il suo cammino .
Da quassu’ , da questa collina , vedo chiaramente la strada , vedo il deserto, la giostra e il successivo parco verde fatto di pianure verdissime , vette radiose e abissi oscuri , di paludi e pascoli . Vedo le tempeste e la quiete . La nebbia si alza appena ed e’ ancora tutto li sotto i miei occhi .
Seduto su questa pietra levigata dal vento, sotto l’enorme albero, scorgo il brulicante movimento di tanti esseri umani troppo chini verso terra per accorgersi della collina dove mi trovo . 
Qualcuno scava fosse e taglia gli alberi, altri corrono da una parte all’altra della citta’ freneticamente e poi tornano altrettanto freneticamente .
Da allora la pianura si e’ riempita di giostre a forma di trottola , magari un poco piu’ piccole dove piccoli uomini girano intorno , salgono e scendono come tanti criceti nella loro gabbietta . Qualcuno piu’ in alto da una torre tiene in mano tanti fili al cui terminale piccoli uomini si spostano senza sapere perche’ .
Abbozzo un sorriso amaro : e pensare che anch’io ero la sotto’ , ma avendo avuto sempre l’abitudine di alzare la testa a volte riuscivo a scorgere qualcosa di piu’ , per quanto possibile.
Alle spalle della grande collina si allunga un’ombra e so che quando la nebbia sara’ arrivata anche qui, mi tocchera’ scendere e dovro’ passare da quella parte e al pensiero mi prende un brivido .
Da quella parte cosa ci sara’ ? forse lo stesso nulla da cui sono venuto, laggiu’ in fondo alla mia pianura dove la nebbia ha coperto gia’ ogni cosa.

domenica 9 giugno 2013

La pace che uccide

Guerra in Afganistan : di oggi la notizia che un altro militare italiano e' morto , un bersagliere colpito in uno dei tanti attentati Talebani contro i militari che occupano quel territorio .
Una guerra senza fine e senza speranza dove si ripete la storia. Come in Vietnam, come in Irak , cosi' in Afganistan .
Francesi, americani, russi , europei tutti ad impantanarsi in guerre contro popoli che semplicemente non li vogliono sulla loro terra .
Poco importa se noi siamo " i buoni " e loro "i cattivi" siano essi vietnamiti , irakeni, talebani semplicemente vogliono risolvere le loro dispute tribali in casa loro senza terzi incomodi .
Ma noi dobbiamo intervenire e morire per nulla , per una pace che non ci sara' mai perché in Afganistan ci si combatte da sempre . Prima erano guerre tra' tribu , poi contro i russi , poi contro gli americani e gli europei e se tutti se ne andassero continuerebbero semplicemente a combattersi tra loro come hanno sempre fatto .
Ma un Italia, dove la gente e' alla disperazione e nessuno al governo trova soldi per fare il minimo indispensabile, bisogna ancora spendere milioni di euro per finanziare questa guerra inutile e suicida, quando altri paesi d'Europa economicamente perfino piu' in arnese di noi, hanno da tempo lasciato  quelle contrade dove solo l'insipienza o gli interessi americani sembrano trattenere ostinatamente uomini armati in quelle terre, contro popoli che nulla hanno da spartire con noi .

mercoledì 15 maggio 2013

Economia

Economia e crescita : due termini a ben guardare antitetici .
 Economia significa uso attento delle risorse in chiave di risparmio o quanto meno di non-spreco . Ma l'economia , cosi come viene intesa dagli " economisti " di scuola neoliberista, deve puntare sempre e comunque alla crescita senza la quale non vi sarebbe benessere. Anche qui occorrerebbe riflettere di quale benessere stiamo parlando pero' : quella del valore legato al denaro o quella del valore legato alla vita ?