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martedì 23 aprile 2013

Sinistra 5 stelle fronte popolare

E' sempre piu' chiaro a tutti che il sistema dei partiti tradizionalmente intesi sono sempre piu' inadeguati a fronteggiare le situazioni di un mondo in pieno cambiamento .
 Una globalizzazione troppo frettolosa , un capitalismo malato di liberismo finanziario per cui l'economia dei beni e' stata sostituita da un'economia di carta moneta fine a se stessa , un'Europa che si e' involuta attorno alla sua moneta senza completare quel percorso che doveva portare in prima istanza alla unione politica, normativa e fiscale , la perdita di valori di riferimento hanno finito per creare diseguaglianze enormi anche nell'occidente benestante e autosufficiente . I partiti genericamente chiamati di sinistra si sono via via persi per strada rincorrendo le istanze di quel capitalismo malato, anziche' contrastarlo, come avrebbe dovuto essere nel suo dna originario .
 I cittadini nel loro complesso si stanno via via sempre piu' rendendo conto che le promesse di benessere dell'attuale sitema politico ed economico non sono piu' attuabili e chiedono cambiamenti profondi in grado di riformare profondamente il sistema socio-economico attuale e le risposte non possono venire da chi questo sistema lo ha alimentato e lo difende .
 L'unica prospettiva quindi e' il ristabilirsi di un progetto che parta da una conversione ad U rispetto al'attuale modo di intendere la sinistra .
 Occorre un fronte popolare che vada idealmente dalle istanze del M5S ad una sinistra unita che si riappropri del concetto di uguaglianza , che riscopra la necessita' di dichiarare come inammissibile la ricchezza fine a se stessa , che condanni l'egocentrismo e l'individualismo esasperato ed egoistico come un male da combattere .
 Basta con i partitini di una sinistra littigiosa e bizantina , basta con una non sinistra che alla fine mira solo al potere e alla collusione con la destra ottusa e reazionaria . 
Un fronte popolare per mettere in discussione tutto cio' che oggi appare scontato e' l'unica alternativa per un futuro vivibile .

lunedì 4 marzo 2013

Movimento 5stelle : dalla teoria alla prassi




La situazione determinata dalle ultime elezioni pone interrogativi preoccupanti circa la governabilita' di un paese collassato che avrebbe bisogno di risposte in tempi brevi . La vittoria del Movimento 5 Stelle impropriamente chiamati "grillini" si e' prefigurata, nell'immaginario di una moltitudine di cittadini , come la possibile soluzione a problemi sul tappeto da decenni e mai risolti per i veti incrociati e per la debolezza dei governi di sinistra che in particolare hanno quasi sempre governato ai limiti delle possibilita' numeriche in senato . 
Temi come il conflitto di interessi ,un riassetto delle frequenze televisive pubbliche non piu' sottoposte alla politica , il falso in bilancio all'interno di una legge seria sulla corruzione che ci costa all'incirca 60 miliardi di euro l'anno , lo snellimento della giustizia civile, la lotta alla criminalita' , i temi dell'aiuto alle piccole e medieimprese ,le piccole opere diffuse sul territorio e che danno lavoro  al posto di grandi opere,spesso incongruenti rispetto alla valutazione dei costi/benefici , un primato del suolo agricolo rispetto alla cementificazione del territorio , una attenzione ai temi della green economy e della tutela ambientale anche paesaggistica  e culturale , dando fiato al turismo che e' un patrimonio enorme dell'Italia , per non parlare dell’istruzione, delle spese militari ecc. Questi sono solo alcuni dei temi sui quali  si potrebbero trovare intese ampie con il partito che di fatto ha ottenuto la maggioranza dei voti almeno in parlamento .
 Tuttavia da parte del M5S sembra abbastanza evidente una strategia politica che vorrebbe rincorrere la maggioranza assoluta attraverso un ritorno alle urne mettendo i partiti tradizionali nella condizione di fare o un accordo  PD e PDL assai improbabile perche' suicida per la sinistra o un governo tecnico che svolga una funzione di passaggio cercando una intesa sulla legge elettorale per poi tornare al voto . Entrambe queste ipotesi sono tuttavia una scommessa al buio per il M5S che potrebbe anche determinare una disaffezione dell’elettorato che,sulla spinta anche emotiva dettata dal malcontento e dalla delusione,  hanno riposto grandi speranze nell’opera di cambiamento prospettata da Grillo durante la campagna elettorale .
Molti di questi elettori si aspettano ora delle azioni concrete, specialmente contando sul potere di veto e di condizionamento che il Movimento avrebbe su un governo PD . Se questa speranza verra’ vanificata e si dovranno aspettare sei mesi di stanca politica vecchio stile in attesa di andare al voto e’ probabile che gli elettori di  Beppe Grillo si sciolgano come neve al sole e il movimento si ritroverebbe con un pugno di mosche secondo il famoso proverbio del “ chi troppo vuole … “ . Il nodo gordiano da sciogliere sembra essere il voto di fiducia preventivo alla camera e al senato che pone il M5S nella difficile situazione di validare un governo a maggioranza PD, per loro assolutamente inaccettabile e tuttavia sappiamo come questa fiducia sia una formalita’ tanto obbligatoria quanto revocabile, al punto che nel precedente governo l’IDV diede la fiducia al governo Monti, salvo poi negargliela in tutti i provvedimenti di legge successivi, essendo contrari. Dare o no la fiducia preventiva mi sembra alla fine un falso problema essendo di fatto una fiducia condizionata dal tipo di programma proposto, che se condizionato a sua volta da quello del M5S avra’ vita fino a quando verra’ rispettato e condiviso in ogni suo dettaglio. Non si tratta qui di dare un’opportunita’ alla sopravvivenza di un  governo Bersani , ma di darla al paese e agli italiani che potrebbero far pagare a caro prezzo l’aver gettato il bambino insieme all’acqua sporca .
 Se si vuole davvero mettere in atto “ il tutti a casa “ bisogna  creare le condizioni perche’ in politica restino solo coloro che  hanno cuore e passione per farla e per fare questo bisogna da subito trovare gradualmente dei cambiamenti  che ne creino le premesse, primo fra tutti rendere la politica un mestiere nobile ma non lucroso e tale da sopire gli appetiti che hanno distinto la politica in tutti questi anni .
Preconizzare un tutti a casa senza opposizioni  , senza idee alternative che si contrappongano, non solo e’ utopistico ma anche non democratico . La stessa negazione destra e sinistra e’ utopistica , perche’ se e’ vero che bisogna giudicare le idee e non la loro collocazione ideologica e’ altresì vero che le idee non sono quasi mai neutrali . Tassare chi ha di piu’ e ridistribuire il reddito a chi ha di meno ha una valenza ideale diversa da quelli che magari sostengono il contrario, senza per questo non fornire ragioni a difesa della loro tesi . Possiamo chiamare la sinistra area rivolta al sociale in contrapposizione all’area rivolta all’individuale , possiamo chiamare la “sinistra” quella collettivista  in contrapposizione a quella “destra”  verticista , ma non si puo’ di fatto negare tout court  l’esistenza  nelle societa’ di queste due fondamentali filosofie destinate inevitabilmente a contrapporsi .
 Il M5S e’ costituito da cittadini di varia estrazione e tendenza ed e’ possibile pensare che, pur negando le ideologie, le idee possano non avere valenze anche contrapposte ?  Il  “tutti a casa” quindi non puo’ prescindere alla previsione che all’interno di un parlamento si creino necessariamente delle correnti di pensiero destinate di volta in volta a diventare maggioranza ed opposizione . Tutto lecito quindi a patto che cio’ rientri nel contesto della democrazia senza sospenderne i principi .
Diego Fiore  

sabato 29 dicembre 2012

Termovalorizzatori per morire

 
 
 
 
 
termovalorizzatori per morire
 
 
 
intervista con il dottor montanari ricercatore e scienziato di fama mondiale , studioso di nanopatologie e nanoparticelle o polveri sottili .
divulgare e condividere la conoscenza per un'altra idea di mondo.

giovedì 20 dicembre 2012

La stella di sventura


Una cometa e’ apparsa sui cieli di Torino , ma non e’ la stella che porta speranza e amore , e’ una stella cometa che come nel medioevo porta sventure e morte , un presagio , un simbolo non dissimile dall’occhio di Sauron espressione del male nel famoso romanzo della saga “ Il  signore degli anelli “ .  Quella cometa apposta a 115 metri di altezza sulla ciminiera dell’Inceneritore del Gerbido  rappresenta  davvero la fine di una speranza : quella che si potesse fare dei rifiuti una risorsa in un tempo in cui le materie prime a livello mondiale si stanno riducendo e diventano sempre piu’ preziose  a tal punto che altri paesi , certamente piu’ lungimiranti, ne stanno facendo incetta, anziche’ incenerirli .
 Il passaggio dell’80% di TRM a Iren  rappresenta l’ennesima  menzogna rispetto alle reiterate promesse che questo inceneritore sarebbe rimasto sotto il controllo pubblico, cosi come la promessa evaporata cammin facendo che un’altra azienda altamente inquinante , come la Servizi Industriali, sarebbe stata  riallocata in aree piu’ sicure o dimessa .
Questo passaggio a Iren e il contratto capestro che e’ stato stipulato , del  cosiddetto “vuoto contro pieno” , comporta   una serie di conseguenze : le 421000 tonnellate  di rifiuti da incenerire ,che sono la soglia minima , sono la  quota inderogabile a fronte della quale viene stabilito la tariffa rifiuti indipendentemente dalla quantita’ effettivamente portata all’incenerimento , in altri termini portare meno rifiuti all’inceneritore non diminuira’ di un centesimo i costi per i comuni e questo costituisce  un disincentivo palese alla differenziazione e quindi alla riduzione dei rifiuti stessi , inoltre tale quota puo’ essere aumentata fino a 600000 tonnellate , non essendoci nessun patto contrario e questo comporta un ulteriore alterazione dei parametri della cosiddetta compatibilita’ ambientale, cioe’ dell’emissione dei veleni sul territorio .
 A cio’ si aggiunge il fatto che una societa’ privata la cui missione e’ unicamente il profitto avra’ tre strade per ridurre i costi a danno dei cittadini : aumentare le tariffe di smaltimento , aumentare appunto le quantita’ di rifiuti da incenerire o  ridurre i controlli, cioe’ ridurre i costosissimi interventi di  rinnovo dei sistemi di  filtraggio che attenuano l’impatto ambientale delle emissioni dal camino e nell’ambiente .
Ma i rifiuti non spariscono nel nulla , semplicemente si trasformano in altri rifiuti , come i ben oltre 145 autocarri giornalieri solo per il trasposto dei residui della combustione sotto forma di ceneri  di cui ben 30 tonnellate al giorno di ceneri altamente tossiche  , liquidi , come percolati di fossa dovuti ai lavaggi , in atmosfera, gas come i micidiali metalli pesanti ,idrocarburi policiclici aromatici, vapori, sostanze organiche volatili e polveri ultrasottili altamente cancerogene al di sotto dei PM2,5 che essendo piu’ leggeri dei pollini si depositano a centinaia di km di distanza inquinando anche i terreni e le coltivazioni . 
Mentre da una parte i governi tagliano la spesa sanitaria e i posti letto negli ospedali lamentando un incremento costante  dei costi della  assistenza , dall’altro vi sono Comuni , Provincie e Regioni che creano le premesse per un’aumento esponenziale di malattie cardiovascolari e di  tumori  attraverso un uso criminale che punta a  tecnologie come quelle per l’incenerimento dei rifiuti,  ormai universalmente riconosciute superate perfino dai loro estimatori , come lo stesso ministro Clini e utilizzate in via marginale in Europa in vista di una progressiva dismissione .
La stella cometa sul camino del Gerbido annuncia sventura per i prossimi 30 anni  portando un nefasto mantello di morte su tutta la provincia e oltre perche’ dal 30 aprile 2013  in poi nessuno potra’ piu’ sentirsi indenne nel suo cortile .

martedì 27 novembre 2012

La tecnica e lo spread ambientale


Da "Cristianesimo, la religione dal cielo vuoto"  Di Umberto Galimberti :


"Caduta l’immutabilità dell’ordine naturale, come pensavano i Greci, dovuto all’avvento della religione giudaico-cristiana che pensa la natura come un effetto della volontà di Dio; caduto Dio con l’avvento dell’umanesimo e della scienza moderna, che hanno trasferito alla volontà dell’uomo le prerogative della volontà di Dio, ora è l’uomo a soccombere sotto l’egemonia della tecnica, che non riconosce come suo limite né la natura, né Dio, e neppure l’uomo, ma solo lo stato dei risultati raggiunti, che può essere spostato all’infinito, senz’altro scopo se non l’autopotenziamento della tecnica fine a se stessa. A questo punto anche la storia perde la sua consistenza, perché la terra, teatro della storia, è resa instabile dalla tecnica, che ha il potere di abolire la scena su cui l’uomo ha raccontato la sua storia.
Il risveglio religioso, in tutte le diverse forme a cui oggi assistiamo, non deve trarre in inganno. Esso è solo un sintomo dell’inquietudine dell’uomo contemporaneo che, cresciuto nella visione della tecnica come progetto di salvezza, oggi percepisce all’ombra del progresso la possibilità di distruzione, e all’ombra dell’espansione tecnica la possibilità di estinzione."
“La tecnica come progetto di salvezza” sembra un vestito tagliato su misura per rappresentare la situazione italiana dove “ i tecnici “ vengono chiamati dalla politica allo scopo di salvare il paese da una crisi economica che sembra essere  nella condizione di portare la nazione sull’orlo del fallimento . Una crisi finanziaria nata da bolle speculative che avevano avuto origine negli Stati Uniti si abbatte sull’Europa  e  mette in crisi i paesi con il debito pubblico piu’ elevato in virtu’ di una moneta come l’Euro non sufficientemente protetta da una banca centrale in grado di intervenire contro gli effetti della speculazione internazionale . La tecnica finanziaria diventa denaro per fare denaro . Il capitalismo basato sui beni e sui sistemi di produzione viene soppiantato da investimenti in derivati . Il denaro non si fa piu’ con la produzione di beni ma con il denaro . La carta che produce altra carta e altro debito . Una ricchezza virtuale , un castello di carta destinato a crollare : l’autopotenziamento della tecnica fine a se stesso “ appunto . Lo scenario storico in cui si era creato il capitalismo  viene abolito per essere sostituito da quello finanziario . Il liberismo e la sua forma estrema, il neoliberismo , sono il vaso di pandora del capitalismo . Il mostro tanto potente quanto cieco che non conosce il senso del limite e conoscendo solo la crescita non vede cio’ che e’ piu’ lampante : l’esaurirsi di una spinta propulsiva e delle risorse costituite dalle materie prime e dai mercati di cui esso si alimenta. Un limite ovvio per chi conosce la natura , l’uomo, se non un Dio, che da tempo non costituisce piu’ l’universo delle regole a cui affidarsi .  
Se l’unica regola diventa il raggiungimento di un risultato e il risultato diventa un’asticella che si deve alzare all’infinito e’ elementare prefigurare un momento in cui quell’asta sara’ troppo alta per essere superata se viviamo all’interno di una stanza che ha un soffitto . Il nostro soffitto e’ costituito dal pianeta in cui viviamo con i suoi confini e le sue risorse limitate e le condizioni ambientali che consentono la vita solo in determinate condizioni .
 Ma il senso del limite per il liberismo e per la tecnica che lo supporta non appartiene al suo dna e cosi si pensa, ad esempio,  di risolvere il  debito di una nazione chiedendo sempre nuovi sacrifici in termini di tassazioni e di riduzione di servizi che rappresentano  anch’essi un’aumento di spesa per i singoli cittadini . Ne consegue un’impoverimento generale che alimenta diminuzione dei consumi e perdita di posti di lavoro e quindi un’ulteriore impossibilita’ di far fronte ad un debito che non viene piu’ ridimensionato . Si strangola progressivamente il debitore che cosi’ non sara’ mai piu’ in grado di far fronte ai suoi impegni . Quella crescita infinita che si vorrebbe realizzare diventa paradossalmente una decrescita , ma una decrescita infelice, perche’ non spiegata e anzi fatta passare per una strategia di crescita a lungo termine .
Le risorse esistono, ma rimangono nella mani di pochi privilegiati anziche’ essere  ridistribuite perche’ il liberismo, al contrario del comunismo,  non prevede la distribuzione delle ricchezze . Tutte le manovre economiche finiscono cosi per  essere a carico non della collettivita’ , ma solo della parte piu’ numerosa e meno abbiente . Eppure, in un mondo dove le risorse si esauriscono, l’unico sistema possibile e necessario dovrebbe essere quello che prevede la redistribuzione delle ricchezze accumulate nel tempo, anziche lo sfruttamento e l’accumulo nelle mani di pochi di quelle ancora disponibili . 
Il 12 agosto di quest’anno è scoccato l’Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui il genere umano ha consumato tutte le risorse disponibili sul pianeta per l’anno in corso (e che negli anni Settanta scoccava ancora a fine anno). Questo significa che dal 13 agosto le risorse di vita dell’umanità sono in perdita: dato che i conti sono in rosso, per arrivare a fine anno si deve dar fondo alle scorte, e così nel 2013 l’Earth Overshoot Day sarà ulteriormente anticipato. Il “debito pubblico” di cui dobbiamo preoccuparci di più, dunque, è quello con il pianeta che potrebbe lasciarci senza cibo, né acqua, né energia. 
Un proverbio pellerossa dice che il mondo non ci appartiene, ma l’abbiamo in prestito dai nostri figli.Questo insegnamento deve improntare ogni nostra azione, perché le risorse non sono inesauribili, e invece noi consumiamo il mondo come se ne avessimo un altro a disposizione; questa è una follia su cui i politici, a tutti i livelli, hanno una responsabilità enorme. Questo costituisce il vero “spread” ambientale di cui dovremmo davvero farci carico .